Così come adesso tutti i neonati nascono all’ospedale Versilia e vengono dichiarati camaioresi alla nascita, una volta, quando l’ospedale del comprensorio era a Viareggio i neonati erano tutti viareggini. Così, sulla carta d’identità di Marco Tullio Sarri, (Tullio per tutti) si legge: nato a Viareggio il 13 gennaio 1966. Per un fortemarmino come lui non è fantastico, ma, mal comune… (a proposito di comune).

13 gennaio? Capricorno, e a Tullio, non manca nessuna delle caratteristiche del segno, a cominciare dalla capacità di competere e lottare contro gli ostacoli per raggiungere obiettivi concreti. Tenace e ambizioso, non si è mai tirato indietro nell’accettare le sfide della vita. Onestà e flessibilità appartengono anch’esse al Capricorno, e, come tutti i segni terra, il sognatore Tullio, si trova a fare i conti con un’alta dose di materialismo, che probabilmente lo spinge a dare forma concreta alle sue idee su due ruote.

Come accade a chi ha le idee chiare, cominciò a trafficare con telai e motori nella cantina di casa quando gli altri ragazzi passavano il tempo a giocare al pallone all’oratorio. A diciotto anni dette alla luce l’opera prima: una moto concepita per le corse in salita, derivata da un Minarelli 6 marce. Da allora, cominciò ad alternare la passione per la trasformazione di moto, che ancora non poteva essere un vero lavoro, con il laboratorio di falegnameria, che gli procurava, comunque, soddisfazioni professionali.

Recentemente, considerando che i tempi erano maturi, si è gettato alle spalle ogni remora ed ha iniziato a produrre a tempo pieno, “ferri” di pregio. La sua nuova sfida si chiama Fenix Garage ed è nel suo capannone che trascorre molte ore al giorno, alla ricerca di ispirazioni, disegnando, saldando, modellando e facendo cantare motori. Unica eccezione alla sua missione, qualche mezza giornata trascorsa pescando. Gli piace pescare di tutto dappertutto: torrente, fiume, lago, ma soprattutto dalla riva del mare, nelle uggiose giornate invernali. Anche se, statene certi, fissando l’orizzonte mentre la mano cerca di sentire la tocca dell’orata, la mente concepisce la linea sfuggente di un nuovo serbatoio.

Così come adesso tutti i neonati nascono all’ospedale Versilia e vengono dichiarati camaioresi alla nascita, una volta, quando l’ospedale del comprensorio era a Viareggio i neonati erano tutti viareggini. Così, sulla carta d’identità di Marco Tullio Sarri, (Tullio per tutti) si legge: nato a Viareggio il 13 gennaio 1966. Per un fortemarmino come lui non è fantastico, ma, mal comune… (a proposito di comune).

13 gennaio? Capricorno, e a Tullio, non manca nessuna delle caratteristiche del segno, a cominciare dalla capacità di competere e lottare contro gli ostacoli per raggiungere obiettivi concreti. Tenace e ambizioso, non si è mai tirato indietro nell’accettare le sfide della vita. Onestà e flessibilità appartengono anch’esse al Capricorno, e, come tutti i segni terra, il sognatore Tullio, si trova a fare i conti con un’alta dose di materialismo, che probabilmente lo spinge a dare forma concreta alle sue idee su due ruote.

Come accade a chi ha le idee chiare, cominciò a trafficare con telai e motori nella cantina di casa quando gli altri ragazzi passavano il tempo a giocare al pallone all’oratorio. A diciotto anni dette alla luce l’opera prima: una moto concepita per le corse in salita, derivata da un Minarelli 6 marce. Da allora, cominciò ad alternare la passione per la trasformazione di moto, che ancora non poteva essere un vero lavoro, con il laboratorio di falegnameria, che gli procurava, comunque, soddisfazioni professionali.

Recentemente, considerando che i tempi erano maturi, si è gettato alle spalle ogni remora ed ha iniziato a produrre a tempo pieno, “ferri” di pregio. La sua nuova sfida si chiama Fenix Garage ed è nel suo capannone che trascorre molte ore al giorno, alla ricerca di ispirazioni, disegnando, saldando, modellando e facendo cantare motori. Unica eccezione alla sua missione, qualche mezza giornata trascorsa pescando. Gli piace pescare di tutto dappertutto: torrente, fiume, lago, ma soprattutto dalla riva del mare, nelle uggiose giornate invernali. Anche se, statene certi, fissando l’orizzonte mentre la mano cerca di sentire la tocca dell’orata, la mente concepisce la linea sfuggente di un nuovo serbatoio.